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Cos’è la Filtrazione Tangenziale?

Si affianca ai tradizionali sistemi di filtrazione (nei quale il flusso del liquido è perpendicolare alla superficie filtrante), la filtrazione tangenziale è in grado di conciliare l’efficacia del trattamento alla possibilità di eliminare il consumo e quindi lo smaltimento di coadiuvanti di filtrazione, come le farine fossili.

E così come la fase di imbottigliamento dei vini, anche la filtrazione tangenziale è spesso delocalizzata e – mediante impianti mobili – eseguita a domicilio (presso la cantina dell’operatore) da prestatori di servizi specializzati. Una soluzione che consente di combinare innovazione e contenimento dei costi, e non soltanto per il trattamento dei vini aromatici di qualità.

Oltre alla direzione del flusso rispetto alla superficie filtrante, l’altra peculiarità della filtrazione tangenziale è data dall’impiego delle membrane minerali ceramiche e dall’assenza di coadiuvanti tecnologici, quest’ultimi impiegati nelle tradizionali tecniche di filtrazione e, come è noto, soggetti al colmataggio.

Nella modalità tangenziale, infatti, le particelle intercettate dalle membrane sono continuamente trascinate dal flusso del liquido (mosto o vino), con una velocità – che determina anche l’efficacia del trattamento – registrabile in considerazione della temperatura e della pressione d’esercizio.

Gli stessi parametri – in grado di controllare la velocità del flusso – sono tarati per gestire l’eventuale calo del rendimento dell’impianto, anche considerando che un certo colmataggio delle membrane è comunque inevitabile; in tal senso, l’impianto è spesso dotato di dispositivi di “inversione” del flusso liquido che (quando attivati) favoriscono la rimozione delle particelle accumulate sulla membrana filtrante.

A seconda della porosità delle membrane impiegabili (ultra- e microfiltrazione tangenziale), il processo è anche utilizzabile per la pulizia dei mosti ottenuti da vinificazione in bianco così come per la filtrazione dei vini già pre-chiarificati. In ogni caso, pur considerando l’efficacia del trattamento (capace di fornire in un’unica operazione la limpidità, evitando filtrazioni “sgrossanti”), si deve tener presente che una filtrazione troppo energica può impoverire i mosti – che potrebbero avere difficoltà in fase di avvio fermentazione – e smagrire i vini. In ogni caso, il corretto impiego della filtrazione tangenziale non influisce sul mantenimento e sull’integrità del profilo organolettico dei vini.